La Storia

L’origine del weimaraner sembra essere oggetto di grande interesse per molti cinofili poiché negli scritti si trova ben poco di concreto. Sono state avanzate varie ipotesi speculative sull’origine di questi cani, molte prive di fondamento, ma ci dovrebbe bastare sapere che il weimaraner è una razza a se stante. Indubbiamente la sua origine è molto antica.  Al Museo del Louvre di Parigi, un quadro di Anthonis Mor del 1583, intitolato”Il nano del cardinale”, ritrae un cane simile al weimaraner, di aspetto nobile, elegante e con un insolito colore.Essendo un cane da ferma, la selezione della razza è stata, strettamente legata alle attività venatorie, soprattutto in tempi a noi lontani.

  

Nel corso dei secoli, vari cambiamenti sono avvenuti nella conduzione della caccia e quindi anche nelle forme dei cani; la forma più vecchia del “cane da caccia”, così chiamato più comunemente, è da ricondursi ai bracchi. Purtroppo, all’allevamento dei cani da caccia, promosso principalmente da regnanti, aristocratici e ricchi borghesi, mancavano i criteri da seguire nella selezione e nel rafforzamento delle singole razze. I primi tentativi compiuti in tale direzione risalgono al 1860.

Nel 1863 ci fu la prima esposizione canina tedesca ad Amburgo, solo nel 1879 furono stabilite le caratteristiche di razza per alcuni tipi di cane da caccia e di lusso.  Dal 1897 al 1922, periodo a cui risalgono il primo ed il secondo volume del Libro Genealogico, furono iscritti dei weimaraner fra i kurzhaar. Non è quindi facile individuare le linee d’allevamento  del weimaraner, perché i cani venivano iscritti in maniera mista assieme ad altri cani da caccia a pelo corto. Ciò che li distingueva era la dicitura “weimaraner” inserita dopo il nome tra parentesi o tra virgolette. Anche durante gli anni del 1900, la razza non è stata allevata regolarmente e ciò è dimostrato dal fatto che le iscrizioni ai libri genealogici , hanno subito delle oscillazioni arrivando quasi all’estinzione dei soggetti. A questo contribuirono anche gli eventi storici del suo paese d’origine. Le grandi guerre non favorivano le attività venatorie né attività di allevamento programmato.

Fino alla metà degli anni sessanta l’allevamento ebbe una stagnazione totale, solo attraverso la gestione centrale dell’attività di caccia e dei cani da caccia, furono definite le indicazioni di allevamento per il cane da ferma Weimaraner.

Oggi, i soggetti di razza iscritti ai libri genealogici in Italia, non sono moltissimi, ma il lavoro di allevamento risulta più regolare e di buona qualità e la razza è tutelata da un club (Weimaraner club Italia). 

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