Pet therapy

 CHE COSA E' ?

La pet therapy è una pratica terapeutica che prevede un insieme di interventi di tipo educativo o riabilitativo di vario genere, aventi come elemento funzionale, l'impiego di animali appositamente preparati. Si tratta di una co-terapia, strutturata secondo le differenti tipologie di intervento, che può essere utilizzata per sostenere psicologicamente bambini con problemi particolari, anziani, persone che non hanno un buon equilibrio psicofisico e disabili. L'obiettivo primario è il miglioramento della qualità della vita attraverso la creazione di un legame affettivo con l'animale capace di liberare emozioni e  creare stimoli positivi. Con l'animale si impara a comunicare utilizzando un linguaggio non verbale, fatto di attenzione ai segnali che vengono dagli altri e si riesce così ad entrare in relazione col mondo che ci circonda. In realtà la Pet Therapy è utile a tutti... se si riflette su quanto un cucciolo possa essere amabile e in grado di riempire la nostra vita, sarà semplice immaginare quanto proficuo e piacevole sia svolgere alcune attività insieme agli animali e quanto queste azioni possano migliorare la nostra condizione psicologica e in generale la salute. 

 

 

......  A  TENTARE DI CAPIRE IL MONDO ATTRAVERSO GLI ANIMALI

 Questa foto ha un significato simbolico che abbiamo spiegato e vissuto con i bimbi....

"La porta è chiusa davanti a noi, non sappiamo cosa c'è oltre,

ma se hai un amico al tuo fianco non c'è nulla che non puoi affrontare...."

Dott. Parrinello Elisabetta  e Dott. Parrinello Costanza.

 

 

 ARTICOLI PUBBLICATI SULLE ATTIVITA' SVOLTE

 

GLI AMICI DI PAPRY

(Progetto svolto presso la casa circondariale di Enna) 

Nel 2004 è stato attivato, nella Casa Circondariale di Enna, un progetto di AAA/T (attività e terapie assistite con animali). Superando dubbi e perplessità, dovuti alla poca conoscenza nel nostro territorio di questo tipo di terapie con gli animali (la cosiddetta Pet Therapy), siamo riusciti a realizzare il nostro obiettivo: portare conforto, compagnia e distrazione alle detenute, attraverso la presenza e l’interazione con i nostri cani. Il nostro team di volontari è composto da una psicologa, una pedagogista, un istruttore cinofilo e alcuni studenti. L’esperienza, nuova e diversa anche per alcuni degli operatori volontari dell’équipe, ha avuto e ha a tutt’oggi un grande riscontro, sia dal punto di vista motivazionale che relazionale.Fin dal primo incontro, infatti, l’approccio con i cani visitatori è stato positivo, tanto da poter registrare la partecipazione alle sedute di ben 12 detenute su 14.

  

Il progetto presentato è stato denominato “Gli amici di Papri” ed è proprio lui il protagonista, un Dalmata di cinque anni appositamente addestrato, impegnato a conquistare l’interesse e la fiducia delle ospiti della struttura.Anche Helis, una femmina di Bassotto tedesco kaninchen a pelo duro, viene utilizzata assieme a Papri per le sedute. 

 Con la sua barbetta spiritosa e la sua allegria, Helis ha subito conquistato il gruppo, rendendo gli approcci più facili ed accessibili a tutti, grazie alla sua taglia ridotta.Com’è ben noto, per poter realizzare delle sedute di Pet Therapy, i cani devono essere ben addestrati, devono superare controlli medici rigorosi e test comportamentali; devono rimanere calmi e tranquilli, quando vengono spazzolati o accarezzati, e devono essere socievoli e disponibili con tutti.In questo modo si realizza uno dei principi fondamentali della Pet Therapy: creare un legame affettivo tra il cane e gli utenti che aiuta 

 

a far dimenticare, almeno per un po’, i problemi della vita quotidiana all’interno di una struttura carceraria.A detta delle detenute, Papri ed Helis si sono rivelati dei veri e propri amici, capaci di dare affetto ed amore in maniera incondizionata, senza alcun pregiudizio di sorta, trasmettendo fiducia, vitalità e molto affetto.Le sedute si svolgono una volta alla settimana durante l’ora d’aria concessa alle detenute, e hanno un indirizzo di tipo ludico e ricreativo. Questo tipo di approccio ha creato una forte aspettativa per gli incontri successivi. 

Tutte aspettano con ansia l’arrivo di Papri ed Helis come momento di svago e di piena socializzazione con gli operatori, focalizzando la comunicazione su qualcos’altro, senza che la loro condizione di detenute sia l’unico argomento possibile. Infatti, durante gli incontri, grazie al comportamento affettuoso e gentile dei cani, abbiamo facilmente riscontrato dei momenti di rilassamento e distrazione, e un crescente rapporto di fiducia, fattore molto importante per persone con poche possibilità di instaurare relazioni sociali.  

 

Riporto di seguito alcune sensazioni scritte sul nostro diario, riferite dalle detenute: “Papri è un dolcissimo cane…Mi piace tanto fare l’esercizio con Papri, è un cagnone molto intelligente e un mangione…Ci piace tanto giocare anche se a volte lo facciamo confondere, ma Papri ci capisce anche se fa un po’ di fatica ma noi passiamo un pomeriggio diverso quando giochiamo con Papri….” PAOLA. “…Invece di Helis mi è piaciuto troppo che ha fatto la ginnastica nella pedana e poi il gioco che abbiamo fatto a giro per andare a trovare il cibo e per me sono troppo intelligenti e buoni, anche mi ha fatto piacere di essere tutti insieme a parlare” ANGELA. Come concludere, quindi, il breve racconto di questa grande esperienza, che continua tuttora, se non con una riflessione sui nostri amici animali? Sono esseri potenti, primitivi, istintuali, che possono incutere timore ma che, una volta diventati nostri alleati, possono aiutarci a ritrovare, in momenti di isolamento, di calo delle energie e dell’autostima, quell’istinto vitale e primitivo che ci apre al mondo e ci stimola a nuove esperienze. 

I CANI DELLE FOTO SONO STATI UTILIZZATI DURANTE GLI INCONTRI  

CH.PATRI DELLE VALLI - DALMATA 

CH. HEIDY - BASSOTTO TEDESCO PELO DURO KANINCHEN 

Articolo publicato su "I nostri cani" ENCI giugno 2005 

Scarica il foto film dell'attività  

           

 

 

WEIMARANER COMPAGNO DI SCUOLA. 

(Attività svolta presso la scuola Primaria di Piazza Armerina)

La nostra passione per gli animali domestici risponde a un bisogno di amore incondizionato. Gli animali, con la loro grande capacità di attaccamento e la loro fedeltà, ci procurano una grande dose di affetto e così  diventano lo strumento terapeutico, di stimolazione sensoriale che conduce la persona a uno stato di autenticità. Cercare l’autenticità degli individui nei processi di apprendimento e di formazione educativa, è uno degli obiettivi importanti da realizzare a scuola, dove il fanciullo vive, cresce e si forma, e può vedere la propria vita segnata anche  dalla presenza di un animale. L’Istituto Comprensivo  “Capuana” di Piazza Armerina (Enna), da sempre attento ad inserire interventi stimolanti ed alternativi per la formazione dei suoi alunni, ha attivato un progetto educativo assistito dagli animali, nello specifico un’ AAE, un programma avente obiettivi predefiniti in cui la presenza degli specialisti e dell’animale è parte integrante del trattamento. Il progetto, che ho realizzato come pedagogista e cinofila, con l’importante ausilio della psicologa-psicoterapeuta Parrinello Costanza,  è stato ideato per gli alunni iscritti alla prima e seconda classe media secondaria dell’istituto. La loro partecipazione è stata piena di gioia e di entusiasmo, ci ha coinvolti piacevolmente, l’apprendimento è stato motivato dalla presenza del cane e l’aspettativa è cresciuta ad ogni incontro, proprio per la voglia di relazionarsi con l’animale presente in aula. Partendo da un’attenta analisi dei problemi degli alunni, siamo riusciti a incrementare le interazioni verbali tra i membri del gruppo, le capacità attentive, riuscire a svolgere in maniera competente un compito assegnato, sperimentare lo stare insieme ad altri diversi da noi, ridurre l’ansia e aumentare l’autostima. Il compagno di scuola che  ci ha aiutato a realizzare gli obiettivi dell’intervento, è stato il cane di razza weimaraner, appositamente preparato per incontri zooterapeutici. I ragazzi lo hanno da subito sentito vicino a loro, anche perché porta un nome che è quasi una provocazione e che piace molto ai giovani, “Mortal Combat”. Il suo aspetto affascinante ed elegante, tipico della razza, ha fatto immediatamente la sua parte e poi, il suo calore corporeo, la sua dolcezza e la sua presenza non giudicante, ci  ha permesso ogni tipo di contatto sul piano emozionale. Il bello del lavoro insieme ad un cane, è riuscire a capire gli istinti dell’animale e fidarci della sua natura, sarà lui ad indicarci il modo corretto per agire. Il weimaraner, ancora poco diffuso nell’addestramento di dog-therapy,  ha mostrato di essere un cane non solo adatto ad essere addestrato quale abile cacciatore, ma anche fedele compagno di attività tese allo sviluppo positivo delle relazioni sociali, fondamentali per l’individuo e per la società. La versatilità è infatti una delle caratteristiche della razza, è adatto ad ogni tipo di impiego non solo nel campo venatorio, ma anche in quelle legate alla prosocialità. Vorrei chiudere questo articolo con le parole di una famosa allevatrice inglese “ Non esistono esseri umani perfetti, né tanto meno esistono cani perfetti ma tutti i cani sono speciali, l’importante è capire  di avere un cane per le giuste ragioni” 

Articolo publicato su "I nostri cani" ENCI 2009 

 

            

 

 

 GREST 2014
impariamo ad amarci



La parola Grest sta per "Grande Estate" o "Gruppo Estivo", un memento di crescita e di attività all'aperto per i ragazzi e i bambini delle scuole elementari e medie che si svolge durante i mesi estivi.
Bravi animatori molto attivi, si occupano di seguire i ragazzi in varie attività e sport, un'esperienza di vita e amicizia significativa che va necessariamente vissuta e che difficilmente può essere spiegata.
In questo contesto di gioia, emozioni, valori come l'amicizia e il rispetto, siamo entrati con i nostri cani, perché chi vive amando e rispettando un animale, sarà sicuramente un uomo migliore.
Il sussidio didattico a cui abbiamo aderito è stato "ZAWADI" il sentiero di fuoco".
 Il dono da custodire e accogliere è stato il nostro amico cane, un cucciolo di weimaraner battezzato appunto "ZAWADI" che in lingua africana significa "DONO".

Un particolare ringraziamento va a Padre Giuseppe, della chiesa Madre di Enna, per averci aiutato in questa bella esperienza e aver avallato un progetto educativo originale e significativo.

 
I RAGAZZI CHE HANNO PARTECIPATO

 

 

 

 

 

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