Nel 2004 è stato attivato, nella Casa Circondariale di Enna, un progetto di AAA/T (attività e terapie assistite con animali). Superando dubbi e perplessità, dovuti alla poca conoscenza nel nostro territorio di questo tipo di terapie con gli animali (la cosiddetta Pet Therapy), siamo riusciti a realizzare il nostro obiettivo: portare conforto, compagnia e distrazione alle detenute, attraverso la presenza e l’interazione con i nostri cani. Il nostro team di volontari è composto da una psicologa, una pedagogista, un istruttore cinofilo e alcuni studenti. L’esperienza, nuova e diversa anche per alcuni degli operatori volontari dell’équipe, ha avuto e ha a tutt’oggi un grande riscontro, sia dal punto di vista motivazionale che relazionale.Fin dal primo incontro, infatti, l’approccio con i cani visitatori è stato positivo, tanto da poter registrare la partecipazione alle sedute di ben 12 detenute su 14.

Il progetto presentato è stato denominato “Gli amici di Papri” ed è proprio lui il protagonista, un Dalmata di cinque anni appositamente addestrato, impegnato a conquistare l’interesse e la fiducia delle ospiti della struttura.Anche Helis, una femmina di Bassotto tedesco kaninchen a pelo duro, viene utilizzata assieme a Papri per le sedute.

Con la sua barbetta spiritosa e la sua allegria, Helis ha subito conquistato il gruppo, rendendo gli approcci più facili ed accessibili a tutti, grazie alla sua taglia ridotta.Com’è ben noto, per poter realizzare delle sedute di Pet Therapy, i cani devono essere ben addestrati, devono superare controlli medici rigorosi e test comportamentali; devono rimanere calmi e tranquilli, quando vengono spazzolati o accarezzati, e devono essere socievoli e disponibili con tutti.In questo modo si realizza uno dei principi fondamentali della Pet Therapy: creare un legame affettivo tra il cane e gli utenti che aiuta a far dimenticare, almeno per un po’, i problemi della vita quotidiana all’interno di una struttura carceraria.A detta delle detenute, Papri ed Helis si sono rivelati dei veri e propri amici, capaci di dare affetto ed amore in maniera incondizionata, senza alcun pregiudizio di sorta, trasmettendo fiducia, vitalità e molto affetto.Le sedute si svolgono una volta alla settimana durante l’ora d’aria concessa alle detenute, e hanno un indirizzo di tipo ludico e ricreativo. Questo tipo di approccio ha creato una forte aspettativa per gli incontri successivi.

Tutte aspettano con ansia l’arrivo di Papri ed Helis come momento di svago e di piena socializzazione con gli operatori, focalizzando la comunicazione su qualcos’altro, senza che la loro condizione di detenute sia l’unico argomento possibile. Infatti, durante gli incontri, grazie al comportamento affettuoso e gentile dei cani, abbiamo facilmente riscontrato dei momenti di rilassamento e distrazione, e un crescente rapporto di fiducia, fattore molto importante per persone con poche possibilità di instaurare relazioni sociali.

Riporto di seguito alcune sensazioni scritte sul nostro diario, riferite dalle detenute: “Papri è un dolcissimo cane…Mi piace tanto fare l’esercizio con Papri, è un cagnone molto intelligente e un mangione…Ci piace tanto giocare anche se a volte lo facciamo confondere, ma Papri ci capisce anche se fa un po’ di fatica ma noi passiamo un pomeriggio diverso quando giochiamo con Papri….” PAOLA. “…Invece di Helis mi è piaciuto troppo che ha fatto la ginnastica nella pedana e poi il gioco che abbiamo fatto a giro per andare a trovare il cibo e per me sono troppo intelligenti e buoni, anche mi ha fatto piacere di essere tutti insieme a parlare” ANGELA. Come concludere, quindi, il breve racconto di questa grande esperienza, che continua tuttora, se non con una riflessione sui nostri amici animali? Sono esseri potenti, primitivi, istintuali, che possono incutere timore ma che, una volta diventati nostri alleati, possono aiutarci a ritrovare, in momenti di isolamento, di calo delle energie e dell’autostima, quell’istinto vitale e primitivo che ci apre al mondo e ci stimola a nuove esperienze.

 

Articolo publicato su “I nostri cani” ENCI giugno 2005